Da oltre 7 anni il punto di riferimento per l’accessibilità digitale di DAS Difesa Legale

L’accessibilità digitale e l’inclusione come valori aziendali

Quella tra D.A.S., prima compagnia di assicurazioni di Tutela Legale in Italia e parte di Generali Italia e Gruppo Ergo, e Yeah è una collaborazione di lunga data. Risale infatti al 2018-2019, diversi anni prima che fosse istituito l’obbligo di accessibilità digitale per le aziende.

“All’epoca non si parlava ancora di accessibilità. Era un tema che onestamente anch’io non conoscevo assolutamente” – racconta Giancarmine d’Antuono, Marketing & Customer Experience D.A.S. Spa – “[…] sono felice di avervi conosciuto all’epoca perché appunto, mi avete fatto entrare in un mondo per me inesplorato, mai affrontato in tutti i tavoli, anche di marketing, di cui mi occupo, e di comunicazione customer experience e devo dire ancora oggi è poco affrontato”.

Accessibilità (digitale e non solo) e inclusione, “perché ci si crede”: valori cardine di DAS

Per D.A.S. investire nell’accessibilità digitale non è stata quindi una scelta dettata da vincoli normativi, ma piuttosto la naturale messa in atto dei principi di accessibilità e inclusione, da sempre valori cardini dell’azienda. Questo investimento precoce, tra l’altro, ha avvantaggiato la compagnia assicurativa, che non si è trovata impreparata di fronte ai requisiti richiesti dalla recente normativa in materia di accessibilità digitale e quindi non è stata costretta a “rincorrerli” affannosamente pur di rispettare le tempistiche previste. L’azienda era infatti già dotata delle competenze e degli strumenti necessari a migliorare l’esperienza di navigazione dei clienti con disabilità all’interno del sito web aziendale e degli altri strumenti digitali.

Già da qualche anno, D.A.S. ha ottenuto il marchio di qualità che certifica l’impegno dell’azienda nel campo dell’accessibilità digitale; ora l’attività di supporto del team Yeah si concentra soprattutto sulle analisi annuali delle criticità riscontrate nell’accessibilità del loro sito web e dei loro strumenti digitali, nonché sull’assistenza in fase di correzione delle stesse.

Promuovere la cultura dell’accessibilità e dell’inclusione in azienda

Ma la compagnia assicurativa era interessata fin da subito a investire in qualcosa di più dell’accessibilità digitale in senso stretto: il suo obiettivo era promuovere la cultura dell’accessibilità e dell’inclusione in azienda. Per conseguirlo D.A.S. ha costituito, con la consulenza di Yeah, il “Diversity and Inclusion (D&I)”, un gruppo di lavoro nato per diffondere le tematiche relative alla diversità e all’inclusione all’interno dell’azienda.

“Fabio Lotti, ci ha fatto da consulente per aiutarci ad affrontare questo tema all’interno dell’azienda con degli eventi dedicati e a trasmettere quelli che sono poi i valori di una grande compagnia o comunque che si possono avere nella vita, ma è giusto parlarne sul lavoro.” – continua d’Antuono – “Ci ha aiutato a creare anche la start up di questo progetto. Quindi ci ha affiancato il primo anno, in realtà anche oltre quello che gli abbiamo chiesto. Ci ha davvero dato una grossa mano come esperto di Diversity e Inclusion, anche Marco Andreoli ci ha dato disponibilità per degli interventi. Grazie a loro, quello che una volta era un argomento, come l’accessibilità, totalmente astruso o comunque poco conosciuto da me in primis, ma comunque da tutti noi in D.A.S., oggi invece sta diventando un requisito in tutti i progetti che portiamo avanti a livello digitale, ma non solo”.

Il D&I promuove e organizza eventi ed incontri ad hoc per promuovere lo sviluppo di una cultura aziendale centrata sull’inclusione, nonché sul rispetto e la valorizzazione delle differenze. I consulenti Yeah collaborano in vari modi alla realizzazione di questi momenti, ad esempio supportando il D&I nell’organizzazione degli eventi, oppure intervenendo agli incontri in qualità di relatori.

Un corso di formazione sull’accoglienza di clienti con disabilità per intermediari finanziari

Sempre nel campo della formazione D.A.S. ha richiesto l’intervento dei consulenti Yeah per organizzare e gestire un corso rivolto ad un gruppo di intermediari finanziari che lavora nelle filiali della compagnia e finalizzato a migliorare le loro competenze nell’accoglienza e nella gestione dei clienti con diverse tipologie di disabilità (motoria, visiva, uditiva e cognitiva).

L’investimento in cui D.A.S. ha deciso di impegnarsi ormai otto anni fa si è spinto ben oltre il mero obiettivo di miglioramento dell’accessibilità digitale del suo sito web e dei suoi strumenti informatici. La compagnia ha capito che l’inclusione e l’accessibilità, digitale e non solo, sono una questione di cultura, prima di essere un obbligo di legge. Una cultura che dev’essere promossa a più livelli e mediante strategie e strumenti differenti a seconda dell’obiettivo da raggiungere e del contesto e che D.A.S. sta contribuendo a diffondere, non solo in campo digitale, ma anche nel proprio contesto aziendale. 

“Sono molto felice della collaborazione che abbiamo con Yeah” – conclude d’Antuono – “Per me è un motivo di orgoglio, ma anche di specializzazione che mi ha aiutato, negli ultimi anni, a posizionarmi all’interno dell’azienda, ma anche in un contesto più ampio, come un referente dell’accessibilità all’interno dell’azienda, che è un […] tema che mi sta aprendo molte opportunità, sia nel portare avanti dei progetti, sia nell’avere una visione sostenibile di un futuro che porti avanti i valori dell’uguaglianza”.

L’accessibilità, in tutte le sue forme, è uno dei diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, e va costruita con il contributo di tutti.

Scegli di fare come DAS Difesa Legale

Se anche la tua azienda offre beni o servizi attraverso siti web o applicazioni mobili e, negli ultimi tre anni di attività, ha avuto un fatturato medio superiore ai cinquecento milioni di euro ha l’obbligo di adeguarsi alla normativa in materia di accessibilità digitale. Per tutte le altre aziende, escluse le microimprese con meno di 10 persone e fatturato annuo non superiore ai 2 milioni, l’obbligo inizièrà a decorrere dal 28 giugno 2025. In caso di inottemperanza, sono previste sanzioni amministrative pecuniarie fino al 5%del fatturato.

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