Un gruppo di colleghi, tra cui una persona cieca e una in carrozzina, discutono davanti ad una lavagna in ufficio

Accessibilità digitale: una grande opportunità per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità

L’accessibilità digitale o web accessibility, cioè la possibilità di accedere a prodotti e servizi web fruibili da tutti, è un diritto riconosciuto dall’articolo 9 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e un settore che In Italia negli ultimi anni sta crescendo molto, anche sotto l’impulso delle recenti direttive europee, che hanno aggiornato e ampliato la legislazione nazionale in materia.

Le pubbliche amministrazioni e le aziende che erogano servizi di pubblica utilità hanno l’obbligo di migliorare l’accessibilità dei loro siti web e strumenti informatici, come sancito dalla cosiddetta legge Stanca, primo riferimento italiano in questo campo, aggiornata col d.lgs.106/2018.

Per quanto riguarda le imprese private con fatturato superiore ai 500 milioni di euro, l’obbligo è entrato in vigore nel 2022, mentre per le altre, escluse le microimprese con meno di 10 persone e fatturato annuo non superiore a 2 milioni, inizierà a decorrere dal 28 giugno 2025.

La necessità di rispettare queste scadenze ha comportato un aumento della domanda di esperti in materia di accessibilità web e ciò potrebbe rappresentare una valida opportunità lavorativa per quelle persone con disabilità dotate di competenze informatiche, che non sono riuscite a trovare occupazione nelle agenzie e software house o in altri settori più tradizionali.

Il tasso di occupazione delle persone con disabilità in Italia è molto basso

L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità è un traguardo ancora da raggiungere.

Secondo il rapporto “Diritto al lavoro: la situazione occupazionale delle persone con disabilità in Europa 2023” (The Right to Work: The employment situation of persons with disabilities in Europe 2023”) del Forum Europeo per le Disabilità (European Disability Forum), basato su dati Eurostat, il tasso di occupazione delle persone con disabilità in Europa è pari al 51,3%, contro il 75,6% di quelle senza disabilità. L’Italia non può certo vantarsi: si posiziona al sedicesimo posto su 27 Paesi, con una percentuale di occupazione pari al 51,6%.

Facendo riferimento a fonti nostrane, l’indagine “L’inclusione lavorativa delle persone con disabilità in Italia”,  pubblicata nel 2019 e condotta dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro su dati resi per la prima volta disponibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, rileva che nel 2018 a lavorare sia stato il 58,7% degli uomini con disabilità contro il 41,3% delle donne.

Benché i due studi non siano comparabili per questioni metodologiche e di campionamento, il quadro che emerge da entrambi è tutt’altro che roseo.

Nuove opportunità di lavoro per persone con disabilità con competenze in ambito IT e Digital

Chi meglio di un esperto in ambito IT e digital con disabilità può stabilire se un sito web sia o no accessibile?

Gli obblighi di legge in materia di accessibilità digitale costituiscono quindi un’importante opportunità lavorativa per le persone con disabilità formate in questo settore, e un grande vantaggio per le aziende che, assumendo un dipendente con disabilità esperto, possono avvalersi di un ruolo professionale dotato di competenze sia in campo informatico che in materia di disabilità.

Tuttavia, non sempre le aziende hanno la possibilità di assumere direttamente lavoratori con disabilità, benché per legge abbiano l’obbligo di farlo in quota proporzionale al numero di dipendenti dell’azienda.

La convenzione ex art 14: uno strumento vantaggioso con cui adempiere agli obblighi sull’accessibilità digitale

Ma questa difficoltà potrebbe essere risolta grazie allo strumento della convenzione (ex art 14, D.lgs 276/2003), che, attraverso la collaborazione tra aziende e cooperative sociali, consente alle imprese sia di conformarsi alle nuove normative in materia di accessibilità digitale, che di assolvere agli obblighi in materia di assunzione di lavoratori con disabilità previsti dalla legge 68/99 -,”Norme per il diritto al lavoro dei disabili” -.

La finalità della legge è proprio quella di promuovere l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità attraverso servizi di sostegno e collocamento mirato. La norma stabilisce, tra l’altro, le percentuali di lavoratori con disabilità che le imprese sono tenute ad assumere.

La convenzione può essere uno strumento molto utile per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Vediamo in sintesi come funziona.

Come funziona in concreto la convezione?

  • Yeah assume personale con disabilità a copertura delle quote scoperte delle aziende.
  • Le aziende affidano a Yeah una commessa in servizi per l’accessibilità digitale
  • Le aziende vengono così messe al riparo dalle sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi in materia di accessibilità digitale e al contempo degli obblighi occupazionali dei lavoratori con disabilità.

Le imprese con più di 50 dipendenti e sede legale o operativa in Veneto, devono impiegare un numero di lavoratori con disabilità pari al 7% dei dipendenti, di cui almeno il 70% deve essere assunto internamente all’azienda. Il restante 30% può essere assunto da una cooperativa sociale – in questo caso la cooperativa Quid -, tramite una convenzione, cioè un accordo tra l’azienda e la cooperativa, grazie a cui quest’ultima può assumere una quota di persone con disabilità per conto dell’azienda. In cambio l’azienda si impegna ad acquistare una commessa di fornitura di beni e servizi offerti dalla cooperativa, proporzionata al numero di persone inserite dalla cooperativa per conto dell’azienda stessa.

La validità dell’accordo tra le due parti è garantita da Veneto Lavoro, ente regionale di sostegno alle politiche del lavoro.

Doppio vantaggio per le aziende

Alle aziende conviene avvalersi di questo strumento perché permette loro di assolvere agli obblighi di legge, assumendo un numero di lavoratori con disabilità minore rispetto a quello che dovrebbero impiegare se non facessero uso della convenzione e di delegare alla cooperativa Quid tutti i costi gestionali legati ai lavoratori assunti tramite ex art. 14.

Un altro grande vantaggio per le imprese è che grazie alla convenzione evitano di incorrere nella sanzione prevista dalla legge 68/99 per il mancato rispetto delle quote di assunzione. Un bel risparmio, considerato il fatto che si tratta di una sanzione amministrativa di 196,05 euro per ogni lavoratore non assunto e per ogni giorno lavorativo trascorso.

D’altro canto i lavoratori hanno l’opportunità di essere inseriti in un contesto lavorativo con competenze specifiche per la gestione di dipendenti con disabilità e in progetti  di inserimento lavorativo personalizzati, nonchè di sviluppare competenze in settori a rapidissima evoluzione e in grande crescita, come appunto quelli legati al digitale.

In cosa può consistere la commessa?

Yeah si occupa della valutazione del livello di accessibilità degli strumenti informatici delle aziende e delle PA e supporta web designer e sviluppatori nella realizzazione di portali e applicativi accessibili, attraverso attività di assessment, consulenza e formazione. Predispone inoltre gli adempimenti annuali obbligatori previsti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che sono la Dichiarazione di accessibilità, gli Obiettivi di accessibilità ed il Meccanismo di feedback. La commessa di servizi inclusa nella convenzione ex art 14 può quindi riguardare servizi per migliorare l’accessibilità digitale di siti web, app mobile, gestionali, intranet e documentazione PDF, per organizzare corsi di formazione ad hoc e per consulenze normative sugli adempimenti.

L’impegno del governo per l’inclusione lavorativa in campo digitale

L’obiettivo di promozione dell’inclusione lavorativa si raggiunge con la responsabilità condivisa non solo di aziende e terzo settore, ma anche delle istituzioni.

Lo scorso dicembre il governo ha rinnovato il suo impegno in questa direzione destinando, tramite decreto ministeriale, 77 milioni di euro per favorire l’inclusione lavorativa. Di questi, 2 milioni saranno destinati a progetti sperimentali, privilegiando le attività di formazione e riqualificazione professionale nelle competenze digitali.

Questa potrebbe essere veramente una grande opportunità sia per le aziende che per i professionisti con disabilità. Non resta che sfruttarla.

Vuoi ricevere maggiori informazioni sulla convenzione ex art 14 e conoscere come può essere applicata alla tua azienda per adempiere agli obblighi sull’accessibilità digitale?

Richiedi una consulenza gratuita con i nostri esperti, contattaci compilando l’apposito form.

Torna su