«Aiutiamo i non vedenti grazie alle competenze di altri disabili»

...Dicono di noi...

Per agevolare la lettura, riportiamo il testo integrale dell'articolo comparso a pagina 5 di  Verona Fedele lo scorso 27 luglio. Riportiamo comunque anche il link

http://www.veronafedele.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1486&Itemid=23

Grazie a Laura Perina per averci dato l'occasione di raccontare il nostro progetto.

Buona lettura!

 

«Aiutiamo i non vedenti grazie alle competenze di altri disabili»

 Il progetto Yeah! (www.progettoyeah.it) è un centro di formazione e consulenza specializzato nei temi della disabilità, in particolare visiva, e della fruibilità dei servizi alla persona. È frutto dell’esperienza di Fabio Lotti, classe 1987, e Marco Andreoli, nato nel 1988: non vedente il primo e ipovedente il secondo, per lavoro si occupano di fare in modo che i disabili e la società possano incontrarsi a metà strada. Come? Aiutando chi ha una difficoltà visiva a risolvere problemi che loro stessi hanno imparato ad affrontare e dandosi da fare per l’incremento dei servizi dedicati ai non vedenti.

In cosa consiste la vostra attività? 

«Da un lato organizziamo corsi che promuovono l’autonomia di persone cieche e ipovedenti e dei loro famigliari: quando individuiamo una necessità, cerchiamo una persona con una disabilità visiva che sia specializzata nel risolverla e costruiamo un percorso formativo ad hoc da replicare e mettere a disposizione di chi ha la stessa disabilità. Così è nata la figura professionale del formatore alla pari, che non è solo un formatore ma ha la stessa condizione dell’utente».

Quindi si tratta anche di una possibilità di lavoro. 

«Infatti. Molte competenze acquisite dalle persone con disabilità non vengono trasferite. Il senso di questo comparto del progetto è fare in modo che questi saperi non si disperdano ma siano standardizzati e permettano al disabile “del giorno dopo” di trovare una strada meno complicata rispetto a chi l’ha percorsa il giorno prima».

E dall’altro lato?

«Organizziamo corsi di formazione per chi ha un business: ristoratori, albergatori, operatori turistici... Insegniamo loro come far fronte alle specifiche esigenze della clientela con disabilità visive. Chi ha un esercizio commerciale o un’azienda non sempre tiene conto di certe categorie, da un lato perché non sa come soddisfarne le necessità e dall’altro perché pensa non valga la pena prendere in considerazione quelle che di fatto sono minoranze. In realtà, per quanto riguarda la disabilità, ad esempio nel comparto turistico e della ristorazione c’è un effetto moltiplicatore pari a tre: il disabile è accompagnato da almeno una o due persone, quindi investendo per soddisfare le esigenze di un cliente in realtà si ha un ritorno di tre clienti!».

State seguendo qualche progetto in particolare?

«Ci stiano specializzando con le residenze della terza età e con le guide turistiche. Andiamo anche a domicilio a fare corsi di formazione per insegnare l’utilizzo del cellulare o del computer, o anche semplicemente le abilità relazionali: se ci si trova a perdere la vista durante la propria vita è importante che qualcuno ti aiuti a capire come comportarti».

Siete soddisfatti dei risultati?

«Altre realtà di questo tipo non ce ne sono, siamo soddisfatti perché passare dall’idea alla sua realizzazione era un obiettivo. Ora si tratta di specializzarci sempre di più e rendere la nostra impresa economicamente indipendente».

 

Laura Perina

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