In biblioteca? Ad occhi chiusi

accompagnamento di bibliotecari bendati

 

Si chiude a Mantova il corso per bibliotecari tenuto dalla cooperativa veronese Yeah: Marco Andreoli e Fabio Lotti spiegano come interagire con disabili visivi, dalla teoria alle esercitazioni pratiche. Per una cultura davvero a portata di tutti

La cultura è di tutti: quanti discorsi animati dalle migliori intenzioni sentiamo iniziare con una frase così altisonante, con un principio così condivisibile. Eppure la cultura di tutti non lo è, e la formula rischia di rovesciarsi nel suo opposto, se e quando la biblioteca, il luogo per eccellenza dove la cultura ha casa, esclude qualcuno dalla possibilità di accedere in modo completo e pieno ai tesori di conoscenza che vi sono contenuti.
Per rendere le biblioteche delle nostre città e dei nostri paesi davvero fruibili anche da parte di chi ha una disabilità, ad esempio di tipo visivo, Yeah, ramo della cooperativa sociale veronese Quid attivo nel campo dell’accessibilità, ha pensato e organizzato, insieme con Enaip Lombardia, un corso specifico, articolato in quattro lezioni, ospitate all’istituto Enaip di via Bellonci a Mantova.
Il corso, cui hanno preso parte 14 operatori di altrettante biblioteche lombarde e venete aderenti alla cooperativa Charta, ha fornito nei vari incontri, tenuti nel mese di marzo, nozioni teoriche ed esercitazioni pratiche per insegnare, letteralmente, ai partecipanti cos’è la disabilità visiva, le differenze tra cecità e ipovisione, le norme di riferimento; ma anche modalità per superare problemi concreti, come le parole da usare, il modo preferibile per interagire con la persona con disabilità visiva e con l'accompagnatore, come individuare e superare eventuali barriere presenti nella propria biblioteca, come accompagnare ed assistere un utente all’interno dei locali.
E ancora: come digitalizzare il servizio, rendere accessibile il formato del materiale digitale, eseguire una scansione adeguata di un libro, eseguire correttamente check in e check out, assistere nell’effettuare una ricerca nel database della biblioteca. Il corso è stato finanziato con il fondo di formazione continua di Regione Lombardia.
Il tutto – e molto altro – alternando sempre nozioni teoriche ad esercitazioni pratiche, grazie al format “nei panni di”, un modo molto intuitivo di calarsi, con l’aiuto di bende, per un certo periodo di tempo nella situazione di chi non vede o è ipovedente.
Il ciclo di lezioni, che si conclude oggi 27 marzo, è stato condotto da Fabio Lotti e Marco Andreoli, fondatori di Yeah ed esperti di accessibilità e turismo accessibile.
L’ultima lezione ha avuto per oggetto un’esercitazione dei corsisti sulla verbalizzazione, nozioni sull’accessibilità del web e dei documenti, le modalità per riconoscere materiali non accessibili, l’illustrazione dei diversi ausilii tecnologici a disposizione degli utenti ciechi e ipovedenti e il test di valutazione finale.

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