La nuova frontiera del turismo arriva sul Lago di Garda

Albergatori, ristoratori, guide e accompagnatori turistici, amministratori pubblici, operatori del settore nautico e associazioni: sono stati davvero molti gli operatori turistici che hanno raccolto il nostro invito e che hanno partecipato al workshop sul turismo accessibile dello scorso lunedì 25 gennaio e patrocinato dal consorzio "Lago di Garda Veneto".  Una platea ampia e varia animata dal desiderio di innovare l'offerta turistica del comprensorio gardesano e di valorizzare il territorio. 

Sala consiliare gremita

La nuova frontiera del turismo arriva sul Lago di Garda 

E’ da qualche anno ormai che si sente parlare di turismo accessibile e molti operatori pubblici e privati hanno già avviato importanti iniziative sul tema. In Nord-Europa esistono già tour operator e agenzie specializzate nella fornitura di servizi turistici rivolti agli anziani, alle persone con disabilità e a tutti quei soggetti che sono portatori di esigenze (neomamme, celiaci, persone costrette a viaggiare per accedere a trattamenti medici e di riabilitazione ecc.). Molti di questi turisti vorrebbero venire in Italia, ma non possono, perché non trovano proposte turistiche adeguate alle loro esigenze. Ma le cose stanno ormai cambiando e la presenza di tante imprese turistiche fa capire che il tema è ormai molto sentito e di grande interesse anche sulla sponda del Lago di Garda. 

 

Un pacchetto turistico per persone cieche e ipovedenti

Grande interesse è stato mostrato per il primo pacchetto turistico di avvicinamento al vino adatto anche a persone con difficoltà visiva, progettato e ideato da Yeah con la collaborazione del tour operator Soave Incoming e dell’accompagnatrice e narratrice del gusto Chiara Maria Mattiello. Un viaggio alla scoperta del vino Soave e Durello che ha già riscosso grande successo tra le persone cieche ed ipovedenti e le associazioni. Un viaggio adatto a tutti e che grazie alla sua particolare connotazione sensoriale ben si presta ad essere goduto appieno anche da chi ha una difficoltà sensoriale. 

Cantina con gruppo di non vedenti in visitarelatori

Presto arriveranno altri pacchetti!

A breve sarà proposto un secondo pacchetto turistico accessibile che porterà alla scoperta di “Verona così come non l’avete mai vista” che Yeah proporrà alle associazioni di persone con disabilità sia in Italia che all’estero. 

 

Yeah e gli operatori turistici

Come accogliere quei turisti che vorrebbero venire in Italia ma che scelgono altre destinazioni perché più accoglienti? Come recuperare terreno? E d’altronde, il mercato del turismo accessibile sta emergendo come sempre più importante e continuerà a crescere in futuro, Al fianco degli operatori turistici si schiera Yeah con un know-how multidisciplinare volto a rendere i servizi turistici accessibili per tutti. 

 

Vuoi progettare un pacchetto turistico accessibile? Contattaci! 

 

 

 


Riportiamo di seguito l’articolo de L’Arena apparso martedì 26 gennaio. Sotto il file immagine abbiamo trascritto il testo per facilitare la lettura.

Articolo de'L'Arena sul workshop

Il turismo accessibile “frontiera di normalità”.

La disabilità o le esigenze speciali legate all’età o alle convinzioni... “raggiungere queste persone significa destagionalizzare il turismo”

Non solo barriere architettoniche: per i disabili e le persone con esigenze particolari le barriere più insidiose sono quelle relazionali, più difficili da abbattere in mancanza di un’adeguata sensibilizzazione e formazione professionale sul tema. Bisogno di inclusione che si fa sentire anche nell’accoglienza turistica, per cui lo sviluppo del cosiddetto “turismo accessibile” rappresenta la nuova frontiera di un comparto traino dell’economia italiana in generale e gardesana in particolare. Di turismo accessibile si è parlato ieri a Castelnuovo durante l’incontro organizzato da “Progetto Yeah!” e patrocinato dal Consorzio di promozione turistica “Lago di Garda Veneto” e dal Comune di Castelnuovo che l’ha ospitato. Al tavolo dei relatori Fabio Lotti e Marco Andreoli, giovani co-fondatori di Progetto Yeah, centro di formazione e consulenza nato nel 2013 all’interno della Cooperativa sociale Quid onlus di Verona per favorire l’inclusione sociale delle persone disabili attraverso l’accessibilità dei servizi. L’obiettivo, ha spiegato Andreoli “è abbattere le barriere di ogni ordine e grado”: quelle relazionali, superabili con semplici accorgimenti a livello di comunicazione e accoglienza, quelle digitali e dell’informazione che impediscono l’accesso alle informazioni a chi ha ad esempio una disabilità visiva, arrivando alle barriere architettoniche. Attenzione non solo per la disabilità motoria, sensoriale o intellettiva, ma verso tutte le persone portatrici di “esigenze particolari”: categoria che comprende anziani, persone con necessità alimentari dettate da intolleranze o convinzioni etico-religiose, oltre a donne incinte e famiglie con bambini piccoli. “Il 15 per cento della popolazione mondiale ha una disabilità, 127 milioni di persone solo in Europa”, ha ricordato Andreoli. Un europeo su tre rinuncia alla vacanza temendo di non trovare i comfort necessari, mentre per i turisti americani disabili l’Italia sarebbe la meta più desiderata. “Investire in questo settore significa raggiungere un nuovo segmento di popolazione e destagionalizzare il turismo”, ha sottolineato Andreoli, evidenziando il ritorno d’immagine e la maggiore attrattivi che una struttura ricettiva “sensibile” può avere anche per le persone normodotate. Il focus dell’incontro è stato dedicato alla disabilità visiva (cecità o ipovisione) con suggerimenti dati da Fabio Lotti, egli stesso non vedente: dalla progettazione del sito internet, che dovrebbe essere fruibile da chi utilizza software di sintesi vocale o ingrandimento, alla relazione inclusiva da instaurare con la persona non vedente per evitare imbarazzi o disagi dettati dalla non conoscenza. Ma non basta rendere accessibile il servizio, “bisogna farlo diventare godibile, dare la possibilità di portarsi a casa l’esperienza della vacanza”. Da qui l’idea di creare pacchetti turistici “ad hoc”: il primo è nato a Soave sviluppando un percorso di avvicinamento al vino e alla cultura vitivinicola aperto anche a chi non può vedere ma può sfruttare gli altri sensi, olfatto e gusto in primis. “Il turismo deve essere democratico, dobbiamo rivedere i parametri di accoglienza in termini di accessibilità verso strutture, mezzi di trasporto e territorio”, ha rimarcato il presidente del Consorzio Lago di Garda Veneto Paolo Artelio, che riproporrà l’incontro nel medio e alto lago. Per il sindaco di Castelnuovo Giovanni Peretti “l’accessibilità è un aspetto per cui anche Castelnuovo è indietro, dobbiamo dare a tutti le stesse possibilità di accesso.

Katia Ferraro

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