Profitto e Sociale: la combinazione giusta per uscire dalla crisi

Spesso quando sentiamo parlare di “sociale” e “impresa” siamo portati a pensare a due mondi diversi, che si possono incontrare solo in parte. Pare quasi che le imprese si possano avvicinare al sociale solo per negazione, mitigando in qualche modo il proprio impatto “negativo” sulla società e sull’ambiente.  E’ l’accezione classica di responsabilità sociale d’impresa, che include azioni come la riduzione delle emissioni inquinanti, il reinvestimento di parte degli utili nel settore no profit e in altre attività filantropiche, la ricerca a favore di tecnologie meno inquinanti. Insomma, un modo per prendere coscienza dell’impatto della propria attività e compensarlo in qualche modo.

D’altro canto, il sociale è spesso inteso come un settore riservato a progetti ed eventi sostenuti da donazioni private (filantropia) o da finanziamenti pubblici, con problemi  di affidabilità e di indipendenza nel primo caso,  e di sopravvivenza stessa nel secondo, a causa del processo di redefinizione del welfare in atto in tutti i Paesi occidentali.

Eppure per uscire dalla crisi c'è bisogno di imprese che creino posti di lavoro, e di idee nel sociale che abbiano la forza di vivere oltre questo o quel finanziamento.

In questo contesto, si inserisce una terza possibilità: l’impresa sociale. L’impresa sociale è un’impresa che nasce in relazione ad un problema nel sociale, per il quale propone una soluzione innovativa e scalabile, agendo come attore del cambiamento nel settore. E’ lo stesso approccio che già contraddistingue, per esempio, alcune imprese innovative nel campo hi tech, con la differenza che qui al primo posto c’è la persona (Gregory Dees ne parlava già nel 1998)

Le Nazioni Unite parlano da tempo di sviluppo sostenibile, inteso come sviluppo che tenga conto in egual misura delle 3P: profitto, persone, pianeta. Le imprese tradizionali inseguono il profitto e poi, forse, sono costrette a fare qualche passo indietro a favore delle altre due istanze. L’impresa sociale mette al primo posto le persone o l’ambiente, e sfrutta la struttura dell’impresa “profit” per puntare più in alto di quanto non possano fare associazioni o altri enti benefici.

Ma come si declina l’impresa  sociale nel contesto legislativo ed economico italiano? Che tipo di idea bisogna avere per fondare un'impresa sociale?

Se ne parlerà questo mercoledì 16 aprile a Grezzana, per il secondo incontro della rassegna “Aspettando lo Start Up-Day”, organizzato da Innoval. L’appuntamento è per le ore 20.30 in via Tavigliana 1/A, la partecipazione è gratuita.

E’ gradita (ma non obbligatoria) una mail di conferma della propria partecipazione a info@progettoyeah.it o un'iscrizione sull'evento di Facebook.

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