L’accessibilità dei captcha in un sito web

In questo quarto appuntamento della nostra rubrica “Web e Accessibilità: come rendere un sito accessibile in 5 semplici passi” parleremo dei famosi codici captcha e vedremo insieme come inserire correttamente questo strumento di validazione all’interno del proprio sito web.

 

Web e Accessibilità è una nuova rubrica interamente dedicata all’accessibilità dei siti web e alla loro progettazione. Rendere un sito accessibile è infatti semplice e conveniente, per questo motivo abbiamo pensato di approfondire alcuni degli aspetti più importanti per progettare un sito web accessibile a tutti.

 

Negli scorsi mesi abbiamo parlato di diversi aspetti che spesso vengono ignorati, ma di fondamentale importanza nella progettazione di un sito web accessibile. Se non li hai ancora letti ecco dunque l’indice degli argomenti trattati fino ad ora:

 

  1. Introduzione alla rubrica "Web e accessibilità"
  2. Perchè scrivere testi alternativi per le immagini
  3. Colori e contrasto in un sito web accessibile
  4. L'importanza dei form e moduli accessibili


Captcha: nemici dell’accessibilità

Il codice di verifica CAPTCHA (Completely Automated Public Turing test to Tell Computers and Humans Apart) è un test che ha come scopo quello di distinguere gli umani dalle macchine basandosi sulle sole abilità. Il motivo per cui sono così diffusi sui siti web è legato alla protezione delle risorse ed evitare che bot o semplici virus possano infiltrarsi.

 

I Codici di verifica più utilizzati sono quelli in cui viene richiesto di riconoscere delle lettere o dei numeri all’interno di un’immagine distorta o complessa (captcha di tipo visivo) oppure parole all’interno di suoni distorti (captcha di tipo sonoro). In alcuni casi è previsto un codice Captcha multiplo che combina i due metodi illustrati (visivo+sonoro). Il risultato è un sistema molto sicuro, ma che ne compromette fortemente l’utilizzo per molte persone.

 

Esempio di codice captcha di tipo visivo

Esempio di codice captcha di tipo visivo.

 

Se ne evince infatti fin da subito che un test sulle abilità degli utenti rappresenta una forte limitazione per le persone con disabilità e non solo: anche le persone anziane potrebbero avere difficoltà sopratutto nei casi in cui è richiesta una risposta rapida (le capacità sensoriali infatti tendono a diminuire con l’età). 

 

Per esempio le persone con disabilità motorie o con disabilità provvisorie (persone con le stampelle o con un arto ingessato ecc) possono trovarsi in difficoltà nel ricopiare il codice riportato a schermo. Per le persone non vedenti o ipovedenti i codici captcha, trattandosi di immagini, non vengono intercettati dagli screen reader (strumenti utilizzati per la lettura dello schermo). 
Nel caso dei captcha visivi chiaramente non è possibile inserire un attributo alt contenente esattamente la serie di caratteri rappresentati graficamente poichè sarebbe molto facile per i programmatori di robot leggerne il contenuto. Per questa categoria di persone dunque risulta praticamente impossibile eseguire correttamente il codice di verifica, se questo viene presentato unicamente in formato visivo.

 

In alternativa alcuni siti mettono a disposizione un codice captcha in formato audio che permette di ascoltare il contenuto con un sottofondo disturbato da rumore e che dovrebbe risolvere il problema dell’inaccessibilità di quelli grafici, in particolare proprio per le persone cieche e ipovedenti. Questa soluzione, tuttavia, non è perfettamente accessibile in quanto l’ascolto del file audio contenente il codice può interferire con l’ascolto della sintesi vocale oppure può non essere compreso facilmente dalle persone anziane (solitamente, infatti, i numeri e le lettere sono vocalizzati in inglese e con una eco di sottofondo che crea un grosso disturbo all’ascolto). Infine va sottolineato che questo metodo risulta completamente inutilizzabile dalle persone con disabilità uditive.

 

Per rendere i codici captcha accessibili alle persone con disabilità uditive, ma anche visive, alcuni siti web possono chiedere all’utente di rispondere a domande puramente testuali come ad esempio: “di che colore è un pomodoro?” oppure “Quanto fa 2 sommato a 1?” con a fianco una casella di testo dove inserire una risposta. Sebbene rappresenti una soluzione valida per le due categorie di disabilità citate, potrebbe in realtà causare problemi ad utenti con disabilità cognitive oppure semplicemente a chi non conosce bene la lingua utilizzata in quel sito web. Inoltre questa soluzione spesso non è condivisa dai gestori dei siti poiché si basano su schemi semplici e quindi facilmente decifrabili dai robots.

 

In sintesi:

  • Per chi ha una disabilità motoria non sempre è così semplice utilizzare il codice di verifica;
  • Gli screen reader  usati dalle persone con disabilità visive, non riescono ad interagire con la pagina web;
  • Le persone con disabilità uditiva necessitano del captcha visivo;
  • Per entrambe queste categorie nel caso di un captcha multiplo (visivo+sonoro) il codice di verifica risulta completamente inaccessibile;
  • Le persone con disabilità cognitiva potrebbero non comprendere la domanda di verifica.

 

Qual è dunque la soluzione migliore e più accessibile alle persone con disabilità?

Una possibile soluzione viene fornita dalle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) della Web Accessibility Initiative (WAI) del World Wide Web Consortium (W3C) che si concentrano sulla questione dell’accessibilità in relazione ai captcha e stabiliscono i seguenti punti come requisiti di base per un captcha senza barriere:

 

  • Se viene utilizzato un contenuto non di testo (ad esempio una grafica) per distinguere gli utenti reali dai programmi per computer dovrebbe essere messa a disposizione un’alternativa testuale volta a chiarire lo scopo del contenuto non di testo.
  • Se viene utilizzata una tecnologia captcha, questa dovrebbe essere strutturata di modo che si possano scegliere delle soluzioni alternative che tengano conto di diverse forme di disabilità.

 

Esempio di codice captcha accessibile

In questo form è presente un codice captcha visivo e sonoro, inoltre è possibile richidere un codice nuovo nel caso in cui quello proposto non sia chiaro. 

 

Oltre a garantire i requisiti di base, è consigliato di integrare sempre i captcha in un testo di accompagnamento esplicativo. Gli utenti dovrebbero in ogni caso avere la possibilità di saltare i captcha illeggibili e di ripetere la verifica con un nuovo captcha e in un formato diverso, nel caso in cui l’inserimento risulti errato.

 

Infine il codice captcha non dovrebbe mai essere l’unica possibilità per utilizzare un’offerta presente su un sito web. In alternativa al captcha sarebbe opportuno offrire sempre anche l’opzione di poter procedere prendendo contatto con l’amministratore o l’assistenza clienti. Infine l’alternativa più valida alla risoluzione di questo problema è semplicemente quella di ridurre al minimo l’uso dei captcha.

 

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto dunque come il codice captcha in troppi casi costituisce una vera e propria barriera insormontabile, sopratutto per le persone con disabilità visiva, uditiva e cognitiva. E’ importante sottolineare che con delle semplici accortezze e seguendo le linee guida proposte dal W3C è possibile progettare un sito web i cui contenuti siano accessibile a tutti, comprese le persone con disabilità.

 

Speriamo che questo approfondimento sul codice captcha che abbiamo condiviso con te oggi ti sia piaciuto. 

 

Ti aspettiamo con l’ultima uscita della rubrica! Continua a seguirci ;)

 

 

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Fonti consultate:


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